Disturbi Psicotici 1E’ molto interessante notare che gli stati alterati di coscienza possono essere prodotti artificialmente. Non mi sto riferendo all’utilizzo di sostanza stupefacenti. Pensate allo scrittore, pensate all’attore, soprattutto quello che si trova a dover interpretare per anni e anni lo stesso personaggio. Il mio pensiero corre subito a Peter Falk e al suo indimenticabile ‘Colombo’. Se incontrassi Peter Falk per strada, cosa purtroppo impossibile, il mio pensiero si focalizzerebbe subito su Colombo, io incontrerei lui, non di certo l’attore, visto l’impatto che i suoi film per gli appassionati del genere hanno avuto sull’immaginario collettivo. Pensate anche agli sceneggiatori o tutti coloro che costruiscono realtà virtuali. Qual è la differenza tra tutte queste situazioni e il delirio? Sicuramente la consapevolezza e l’intenzionalità. Anche quando leggiamo un libro, se la storia ci prende sul serio, perdiamo il contatto con la realtà. E’ un’esperienza piacevole che almeno una volta nella vita , spero più di una, abbiamo sperimentato tutti noi. Ci accade la stessa cosa guardando un film che ci prende, diventiamo un tutt’uno con la storia, i nostri processi di proiezione e identificazione si attivano e, potremmo dire, ci perdiamo nella storia. Questo ci accade anche quando sogniamo ad occhi aperti. Durante la giornata il nostro livello di coscienza non è sempre lo stesso e non siamo sempre perfettamente presenti a noi stessi, è un fenomeno normale. Ma in tutte queste circostanze noi recuperiamo ben presto il contatto con la realtà, quando chiudiamo il libro, o finisce il film o quando uno stimolo ambientale ci scuote e interrompe il sogno ad occhi aperti. Ci succede la stessa cosa quando al mattino ci svegliamo. O quando ci svegliamo, anche durante la notte, e ci ricordiamo di aver sognato. Riprendiamo contatto con la realtà. Disturbi Psicotici 2Ci sono situazioni dove questo non è possibile. Dove non c’è consapevolezza. E l’esperienza non è piacevole. E la diritta via, smarrita, non viene ritrovata. La persona non ha scelto di evadere dalla realtà, esperienza salutare, cosi come per il nostro organismo è importante dormire e sognare, in queste situazioni la perdita di contatto con la realtà è probabilmente stata inevitabile e il delirio è diventato la risposta ad una sofferenza che ha radici molto profonde e diramazioni che coinvolgono l’intero assetto sociale del malato.
Ci troviamo ad esplora un territorio nella variegata mappa della psicopatologia, piuttosto oscuro ed inquietante. Solo chi, come me, ha fatto esperienze cliniche in questo ambito sa di che cosa sto parlando. In questa spinosa e scoscesa dimensione della psicopatologia, i sintomi che ci troviamo ad affrontare riguardano l’area psicotica e comprendono in sé deliri, allucinazioni, comportamento e linguaggio disorganizzato. Nella schizofrenia e nei disturbi psicotici in genere, le funzioni generali della persona e l’esame di realtà sono pesantemente compromessi.
Disturbi Psicotici 3Per quanto riguarda la schizofrenia, rifacendoci ai criteri diagnostici descritti nel DSM – IV, il disturbo e le sue manifestazioni, durano da non meno di 6 mesi e sono stati presenti per 1 mese i sintomi caratteristici della fase attiva della malattia e cioè, linguaggio disorganizzato, stato confusionale, deliri e allucinazioni seguiti da comportamenti disorganizzati e illogici e a matrice catatonica. E’ una situazione clinica questa che lede in maniera incisiva il funzionamento nelle aree sociale e lavorativa, la dimensione affettiva si appiattisce e il malato si chiude radicalmente in se stesso.
Il meccanismo difensivo prevalente è la scissione. La persona, colpita da esperienze per lui traumatiche, quali una separazione, opererà un ritiro dalla realtà avvertita come intollerabile.
Per fare una diagnosi di schizofrenia è richiesto solo uno dei sintomi che abbiamo evidenziato se il delirio che ci troviamo ad affrontare è di natura bizzarra o se le allucinazioni consistono in voci che continuamente tormentano la persona e condizionano il suo comportamento e i suoi pensieri.
Il DSM – IV classifica tre tipologie di schizofrenia:
1 tipo paranoide: caratterizzata da almeno un delirio di natura persecutoria e da frequenti allucinazioni uditive;
2 tipo disorganizzato: eloquio e comportamento disorganizzati; affettività inadeguata e appiattita.
3 tipo catatonico: alterazioni patologiche del linguaggio, quali ecolalia e aprassia, assenza di reazioni agli stimoli esterni, postura rigida e a volte bizzarra e atteggiamento mutacico; a volte può presentarsi catalessia o stupor e irrequietezza locomotoria con movimenti stereotipati .
Disturbi Psicotici 4Se i sintomi descritti durano da 1 a 6 mesi e non è presente deterioramento del funzionamento generale della persona parleremo di disturbo schizofreniforme.
Se ai sintomi tipici della schizofrenia si uniscono quelli tipici del disturbo bipolare siamo di fronte ad un disturbo schizo affettivo.
Nel caso in cui per 1 mese la persona manifesta deliri non bizzarri, cioè con tematiche realistiche, e non sono presenti i sintomi tipici della fase attiva della schizofrenia, allora ci troviamo di fronte ad un disturbo delirante. Ci possiamo trovare di fronte a un tipo Erotomaniaco che crede con tutto se stesso che una persona famosa sia innamorata di lui; un tipo di grandezza, quando la persona è convinta di essere in diretto contatto con un’entità superiore e quando si attivano con la stessa meccanismi di identificazione; un tipo di gelosia, quando la persona colpita dal disturbo nei suoi deliri struttura una realtà nella quale il suo partner lo tradisce costantemente; tipo di persecuzione, quando la persona immagina che il mondo intorno a sé o ai suoi cari stia tramando e ordendo complotti e aggressioni; tipo somatico, quando la persona affetta dal disturbo è convinta di essere malata, convinzione delirante, e di essere portatore di difetti fisici; tipo misto, quando la persona manifesta vari temi deliranti, nessuno dei quali è prevalente rispetto all’altro.
Disturbi Psicotici 5Se i sintomi schizofrenici durano 1 giorno o, al massimo, 1 mese, siamo di fronte ad un disturbo psicotico breve.
Quando il delirio si manifesta in relazione ad un’altra persona che sta già delirando, probabilmente ci troviamo di fronte ad un disturbo psicotico condiviso.

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