IL MULTIVERSO DELLA PASSIONE – Cap. 10

ore 13. Dopo aver visitato i pazienti che aveva in agenda e compilato dei referti, Augusto si trovava a pranzo alla mensa dell’ospedale con la sua vice, la dr.ssa Paola Cafuchi Bataci. Appena tornata da un convegno in Svizzera, Augusto la stava aggiornando sugli ultimi accadimenti. I due erano colleghi da moltissimi anni. Si erano conosciuti ai tempi dell’Università, avevano affrontato il percorso insieme e insieme si erano laureati. Tra loro c’era un feeling pazzesco e ha detta di molti anche qualcosa di più ma fin’ora la loro relazione non aveva mai superato il confine dell’amicizia e della collaborazione professionale. Anche Catia era single e abitava da sola a Marina di Ardea vicino al mare in una villetta molto carina con giardino annesso che curava personalmente. Spesso i due si trovavano lì a cenare insieme, soprattutto in estate quando il bel tempo permetteva di cenare fuori. La dr.ssa era un’esperta di abusi e Augusto l’aveva fortemente voluta con sé. Si fidava ciecamente soltanto di lei ed era Catia, infatti, che supervisionava il personale infermieristico, gli altri psicologi e presiedeva alle psico diagnosi. Quando Augusto per tanti motivi era assente era lei che lo sostituiva come primario. Il tema del Congresso era stato la manipolazione mentale e gli abusi annessi e connessi. La dr.ssa infatti aveva una formazione eccellente anche in ambito forense e questo nel corso degli anni era stato molto utile. “Non vorrei che pensassi che mi sto facendo influenzare dal tema del congresso al quale ho appena partecipato”, esordì il vice primario dopo che il collega le aveva esposto i fatti, ” ma questo potrebbe rientrare in una casistica del genere. Pena che uno dei relatori ha parlato della presenza di una sorta di Mafia delle badanti, una vera e propria organizzazione criminale che gestisce queste donne per commettere dei reati anche molto gravi!”. Augusto l’ascoltava come sempre con molta attenzione, il suono della voce di Catia poi gli piaceva molto. “Figurati, so benissimo che prima di parlare ci pensi molto bene. Raccontami un po di quell’intervento, il tema sembra interessante e in effetti anche prima di parlare con te mi ero già fatto una mezza idea che poi ti dirò.” Catia non si fece pregare e stava per continuare quando il telefono di Augusto si mise a squillare. Marco Bocci era svegli e abbastanza vigile. Comunicò la notizia alla collega e i due si diressero insieme al reparto. Avrebbero continuato la loro conversazione questa sera a cena a casa di Catia per festeggiare il suo ritorno.

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