IL MULTIVERSO DELLA PASSIONE – Cap. 12

Ore 14:00. La moglie di Marco Bocci gli disse che non era riuscita a rintracciare il Ragionier Proietti. Era andata pure in Ditta ma non lo aveva trovato. Strano, veramente strano, pensò tra sé Augusto, ma non condivise la sua preoccupazione, la donna  era già abbastanza sotto pressione. La ditta era chiusa, e probabilmente avrebbe dovuto affrontarne il fallimento. Peccato, ci contava, lui doveva saperne di più sulla badante e dopo aver parlato con Catia i suoi sospetti erano aumentati. Doveva saperne di più su questo Ragionier Proietti così decise di chiamare sua zia. Sapeva per certo che tra le sue amicizie c’era anche un Dirigente della Direzione Centrale Anticrimine, la grande struttura che aveva sede al Tuscolano vicino a Cinecittà. Giulia gli rispose subito. Vista la calura si stava riposando. Gli disse che il suo amico era addirittura il Direttore neo – eletto della Direzione Centrale Anticrimine e che lo avrebbe chiamato subito spiegandogli la situazione. Lo avrebbe richiamato quanto prima. Dopo averla ringraziata Augusto declinò l’invito che gli fece per la cena spiegandole che sarebbe andato da Catia. La zia fece un’esclamazione che tradiva la simpatia che nutriva per la giovane donna e non riuscì a fare a meno di dire al nipote che non avrebbe dovuto lasciarsela scappare. Augusto sorrise nel salutarla. Bussarono alla porta. Era un’infermiera che gli stava portando la cartella clinica del Bocci. Non fece neanche tempo ad aprirla che il suo cellulare squillò. Era sua zia. “Che efficienza!!” esclamò Augusto. “Che pensi che mi sono rincoglionita con il passare degli anni?” “Macché rincoglionita ce ne fossero in gamba come te!!! ribatté Augusto ” E poi quando c’è da aiutare il mio unico nipote smuovo anche la Santa Sede che credi! Bando alle ciance. Il mio amico ti ha fissato un appuntamento con il Dirigente che si occupa della squadra anti – sette, pensa che dalle informazioni che gli ho girato che sia la persona giusta. Puoi andare oggi pomeriggio alle 18 così poi te ne vai dalla tua Catiuccia e passi una bella seratina che dici eh!!!”. Augusto sorrise e rispose con un sospiro “Va bene zietta e non so come ringraziarti” “Allora non farlo! Per me è sufficiente esserti stata utile e se proprio vuoi farmi un regalo lasciati un po andare questa sera. Porta i miei saluti a Catia Mi raccomando!!!” E così si salutarono. Augusto per un attimo immaginò Catia distesa sul letto, nuda, con le sue forme prosperose che si offrivano alla sua voluttà e si riscosse subito trasecolando per l’intensità di quell’immagine e chiedendosi se alla fine sua zia non avesse ragione.

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