IL MULTIVERSO DELLA PASSIONE – Cap. 15

20:30. Marina di Ardea. Complesso residenziale turistico “La Sirena”. Abitazione di Catia. Augusto impiegò circa un’ora per raggiungere la villetta di Catia. Durante il tragitto il dr Brocini lo chiamò, informandolo che aveva reso pubbliche le foto del Proietti e di sua moglie. La finalità, gli spiegò il Dirigente della Criminalpol, era di verificare se ci fossero state altre vittime e per attirare eventuali testimoni. Scese dalla macchina. Il delizioso giardino dell’amica e collega era illuminato, il tavolo imbandito preparato con cura e circondato dai fiori e dalle piante che con tanto amore curava; Augusto provava sempre la sensazione di essere abbracciato da quell’atmosfera fatata, da bosco delle fiabe e per lui ogni volta era come tornare a casa. Come sempre il tutto condito dalla solita colonna sonora, la musica e la voce di Renato Zero il cantante preferito di Catia, sua fan sfegatata da sempre. Una volta riuscì a coinvolgerlo, erano ancora studenti e lo portò ad un concerto. Catia aveva sentito la macchina e la sua voce squillante ed allegra gli lanciò un saluto di caloroso benvenuto. “Entra, dai! Vieni a berti un bel bicchiere di vino bianco ghiacciato. Augusto ammirò il vestitino corto che dava risalto alle curve dell’amica e non poté fare a meno di provare ammirazione che espresse con un complimento. “Grazie, fa sempre piacere ricevere un complimento anche se questo viene da un amico e…a proposito…anche tu stai molto bene…!” Augusto prese in mano il bicchiere e sorrise “Ma falla finita..sono tutto sudato e stanco è stata una giornata pesante…allora non vedevo l’ora di raccontarti.” E così raccontò, raccontò tutto e la conversazione proseguì a tavola, mentre i due gustavano le prelibate pietanze preparate dalla donna. Augusto non poté fare a meno di pensare che non le mancava proprio nulla, aveva un corpo abbondante, quel tipo di corpo che lo faceva impazzire, una sesta di seno, cosce abbondanti, labbra carnose, occhi leggermente a mandorla e lo sguardo penetrante che sembrava attraversarti come un laser, i capelli rossi che lo facevano impazzire, dava una sensazione di morbidezza, di armonia, era intelligente, simpatica, aveva buon gusto in tutto, non sapeva se a forza di insistere sua zia senza volerlo lo stava condizionando, però era come se per la prima volta si accorgesse veramente di Catia. “Ehi!!! Pronto, pronto! Pianeta terra chiama Marte! Ci sentite?” Augusto ritorno in sè, Catia stava sorridendo perplessa ” Ma a cosa stavi pensando, eri così preso, sembravi ipnotizzato!!!” Imbarazzato, Augusto accampò delle scuse, e pensò tra sé che era una fortuna che si trovasse seduto altrimenti sarebbe stato veramente difficile giustificare l’erezione che in quel preciso istante avvertiva sul punto di esplodere e si augurava che il rossore dal quale si sentiva avvampare sarebbe stato giustificato dalla calura e dal vino. La conversazione proseguì piacevolmente fino a tarda serata e Catia propose all’amico di rimanere a dormire lì. Augusto accettò ben volentieri, al pensiero di rimettersi per strada a quell’ora gli veniva la nausea e poi altri pensieri si agitavano nella sua mente: forse da quell’invito poteva nascere qualcos’altro.

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