IL MULTIVERSO DELLA PASSIONE – Cap. 8

10:03 pm | Romanzo 1 | 0 Comments |

h 9:00. Augusto aprì la porta. Marisa, salutandolo con un sorriso incerto, entrò. Augusto la invitò a sedersi sulla sedia posta di fronte alla scrivania, e, a sua volta, si mise a sedere di fronte a lei. “Come le ho anticipato al telefono”, esordì lo psicologo, “l’ho convocata per cercare di chiarire quanto successo a suo marito. Magari potrebbe iniziare nel fornirmi qualsiasi elemento le venga in mente. Che cosa potrebbe essere successo dall’idea che si è formata sull’accaduto?” La donna era vistosamente soprappeso, vestita in maniera molto raffazzonata, non aveva alcunché di attraente, pensò tra sé e sé Augusto. Dopo qualche attimo di silenzio la donna rispose:” Mi scusi dottore. Prima di tutto le volevo chiedere come sta mio marito. Non mi hanno voluto dire niente e pensavo che lei potesse darmi qualche informazione a riguardo. “Certo”, rispose Augusto, ” mi sembra giusto. Suo marito è ancora fortemente sedato dagli psicofarmaci. Manifestava una forte agitazione e  un’ideazione delirante…in pratica, diceva cose senza senso, e non era stato in grado di dire nulla, né sulla sua identità, né sul luogo di residenza, nulla; e con sé non aveva documenti.” Dopo un rassegnato gesto d’assenso la donna proseguì, era evidente che anche in quel preciso istante fosse molto agitata:”Mi scusi dottore, non riesco ancora a credere che tutto questo sia vero, per me è stato un vero e proprio trauma. Non ho mai controllato i conti, mai, gestiva tutto mio marito e lui non mi ha mai coinvolta nell’azienda; da quando mio suocero è morto ha seguito tutto lui e il suo ragioniere. E’ stato terribile venire a sapere che non abbiamo più nulla. Inizialmente e per puro caso ho scoperto la situazione dei nostri conti personali, ha chiamato la banca a casa e ho risposto io e poi dopo la litigata con mio marito ho chiamato il ragioniere che mi ha messo al corrente della situazione della ditta. Quello che sono riuscita a capire, è che da quando sua madre ha iniziato a manifestare i primi sintomi della malattia, nel 2009, mio marito ha iniziato a lasciarsi andare, neanche più i contributi a versato e la cosa è andata sempre più peggiorando. Mia suocera abitava da sola e abbiamo dovuto metterle una badante, era Marco che gestiva tutto anche lì. Quello che posso dirle è che aveva iniziato a trascurare anche il lavoro, era sempre dalla madre, tanto che spesso discutevamo, spesso non tornava neanche per cena allora perché mettere una badante? Non le nascondo che cominciavo pure ad essere gelosa, se ne sentono dire tante su queste straniere e poi noi non avevamo più rapporti e dormivamo in camere separate; ma lui sempre a negare. Un’altra cosa che a pensarci adesso era cambiata: spesso non aveva soldi ed aveva cominciato a lamentarsi che avevamo troppe pretese; poi anche come padre era cambiato, trascurava continuamente i figli, era sempre da sua madre.” Più la signora parlava, più ad Augusto sembrava che si stesse disegnando un contesto dai contorni sempre più precisi. Passare a conclusioni affrettate era certamente sempre molto pericoloso, per cui era necessario avere altri riscontri. Le rivolse altre domande per sondare dove poteva raccogliere altre informazioni e da chi. Oltre al contabile sembrava che Marco Bocci avesse un’unico amico. Nessun rapporto con i parenti in Umbria e non andava quasi mai dal medico. Le chiese inoltre informazioni sul decesso del padre: si ammalò un anno prima che la moglie iniziasse a manifestare i classici sintomi della degenerazione cerebrale, probabilmente il lutto era stato un ulteriore elemento detonatore. Inoltre cercò di reperire informazioni sulla badante ma la signora non ne sapeva nulla, nemmeno al funerale si era fatta vedere. In effetti la cosa sembrò strana anche allo psicologo. Augusto sorrise alla signora e la ringraziò. Le chiese se cortesemente poteva metterlo in contatto con il ragioniere, magari avrebbe potuto fare luce su altri aspetti e chiarirli e anche con Enrico, l’amico del marito. Si salutarono. Una volta uscita Marisa, Augusto si mise a prendere appunti, questo lo aiutava a ripercorrere il colloquio appena avvenuto e a riflettere, non lo faceva durante per non perdere il contatto con la persona a cui doveva essere rivolta la piena attenzione.

0 Comments


Would you like to share your thoughts?

Would you like to share your thoughts?

Lascia un commento

Se sei titolare di uno studio legale, o se come individuo hai bisogno di un Consulente in ambito civile o penale per far valere i tuoi diritti, o sei titolare di Un’organizzazione e vuoi migliorare le sue prestazioni, allora visita la sez Servizi o contattami per ulteriori informazioni . Il Mio approccio psicologico clinico, psicoterapeutico e psicologico forense è integrato, ciò significa che da me troverai una risposta specifica alla tua particolare soluzione e il mio intervento sarà finalizzato ad affrontarla e risolverla nella sua complessità.

© Dr. Massimo Buttarini. All rights reserved - P.Iva 02042800546 - Web Project Marco Brughi - Hosting by DigiNetwork

Privacy Policy