Al di là di ogni ragionevole dubbio

Al di là di ogni ragionevole dubbio. Che cosa significa in un contesto investigativo – giudiziario? In linea del tutto teorica, questo principio di matrice anglosassone, è entrato a far parte a pieno titolo anche del nostro ordinamento. Ma la sua applicazione fattuale? Questo principio garantista è intimamente legato ad un altro principio altrettanto importante la presunzione di innocenza e tutti e due sono strettamente connessi ad un certo modo di procedere nelle investigazioni criminali, la metodologia falsificazionista che fa da antidoto ad una particolare psicopatologia dell’investigazione, cioè, il cosiddetto “innamoramento dell’ipotesi investigativa, elemento pregiudizievole che, da quel momento in poi, indirizzerà le indagini a senso unico e verso una sola direzione, in questi casi si partirà già da un’idea preconcetta sul colpevole e tutti gli indizi verranno ricondotti a quell’idea, scartando quelli che saranno in contraddizione con questa. L’atteggiamento e la metodologia falsificazionista di popperiana memoria coincidono con la metodologia Ipotetico – deduttiva laddove non c’è induzione ma si formulano ipotesi e congetture preliminari che poi devono essere controllate attraverso l’esperienza che non deve servire per cercare delle verifiche o conferme a senso unico ma per confrontare la nostra ipotesi investigativa preliminare con tutto ciò che potrebbe inficiarla per poter vedere se a quel punto reggerà al confronto. Questo vale anche quando siamo di fronte ad una cosiddetta ‘notizia criminis’, quando c’è una denuncia. Mi viene in mente a tal riguardo un caso del quale mi sono occupato ultimamente. Un padre viene accusato dalla figlia adolescente di violenza sessuale. In breve, la ragazza, incoraggiata dalla madre di un’amica, chiama il telefono azzurro e da lì scatta la denuncia. Da quel momento in poi inizia l’escalation: irruzione in caso della polizia, allontanamento dei figli etc. Se vogliamo seguire un atteggiamento scientificamente corretto finalizzato veramente alla verità, quella denuncia per noi investigatori, dovrebbe coincidere con un’ipotesi preliminare che deve ancora essere confrontata con l’esperienza e, se è così, noi non ci possiamo esimere dal prendere in considerazione anche altre ipotesi, altrimenti, le nostre indagini saranno condotte a senso unico ed inevitabilmente noi leggeremo tutti gli indizi per confermare la nostra ipotesi preliminare. Noi investigatori, prima di urlare al mostro, dovremmo pensare che esiste un fenomeno chiamato falsa denuncia, per esempio, e dovremmo tenere in considerazione se quella denuncia non possa avere a che fare con delle dinamiche relazionale scatenatesi tra quel padre e quella particolare figlia, che tra l’altro è un adolescente, con tutto ciò che questo può comportare in termini di avventatezza ed emotività. Purtroppo la mentalità investigativa in questo caso si è mossa da un’asserzione che dal mio punto di vista non solo è azzardata ma direi cieca e anche stupida: perché se non fosse successo la figlia avrebbe fatto la denuncia? Assurdo. La domanda corretta, invece, doveva essere: perché quella figlia ha fatto la denuncia? E la ricerca che da questa domanda doveva scaturire non avrebbe dovuto escludere niente, nessuna ipotesi, vagliando a 360° tutte le possibilità e confrontandole seriamente con l’esperienza sul campo. Quali fatti confutano la mia ipotesi e quali , invece, la falsificano per vedere se a questo serio confronto ancora la mia idea iniziale continua a reggere, altrimenti, se nella mentalità dell’investigatore vige il principio fondamentale della ricerca della verità, non dovrebbe essere un grosso problema cambiare direzione. Se invece quello che vige è la ricerca di un colpevole, quello che sia sia le cose cambiano e l’errore investigativo – giudiziario incombe. Nei casi che coinvolgono i minori questo significa provocare dei danni enormi che avranno delle serie ripercussioni sul loro futuro, per non parlare dei danni che situazioni di questo tipo possono provocare nei contesti familiari coinvolti che verranno drammaticamente travolti e sconvolti.

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