SUPERVISIONE E FORMAZIONE: LA RELAZIONE PSICOTERAPEUTICA E ANALITICA

Una riflessione attenta a quello che è il lavoro della psicoterapia e alle dinamiche interpersonali e circolari che la caratterizzano, l’influenza reciproca che si attiva tra psicoterapeuta e paziente, la fenomenologia del transfert e del controtransfert, escher-spiralsla particolare complessità di certe situazioni cliniche, l’impasse che si viene a creare, il coinvolgimento, la paura, i sentimenti reciproci, i confini da rispettare, la metodologia clinica, l’afflato verso l’integrazione, l’amore e il rispetto per la complessità, la specificità e l’unicità di ogni persona, di ogni situazione e di ogni relazione, la pericolosità dei pregiudizi e gli automatismi nelle valutazioni, che partono più da una teorizzazione appresa che da un’osservazione attenta della realtà che si dipana di fronte agli occhi del clinico che più esperto è e più rischia di sbagliare. La psicoterapia, questa affascinante e inafferrabile dimensione di cui tutti parlano ma che nessuno veramente conosce e di cui tutti hanno un po’ paura. Ecco questa pagina è dedicata a tutti quei colleghi che si trovino a vivere situazioni cliniche relativitycomplesse che stanno stagnando o laddove c’è un particolare coinvolgimento che rischia di compromettere la lucidità, quelle situazioni che, soltanto chi ha molti anni di esperienza nel settore e una formazione specifica e, soprattutto, chi si è guardato profondamente dentro e si è confrontato con le laceranti ripercussioni emotive che questo mestiere può attivare, sa comprendere in pieno. La psicoterapia è relazione, senza relazione la psicoterapia non esiste e la relazione è qualcosa che va oltre le singole individualità, è qualcosa di molto più complesso, dove tra i due poli c’è una comunicazione circolare e una influenza reciproca. Ci ricorda Carl Gustav Jung che, per la psiche, poco importa chi è lo psicoterapeuta e chi è il paziente, nella psicoterapia avviene un’immersione reciproca nello stesso contenitore ed è molto relativo, in tante circostanze parlare di asimmetria.bosch_bymce Certo, l’analista psicoterapeuta che dir si voglia, deve essere, per il proprio paziente, un punto di riferimento saldo sicuro, lo psicoterapeuta, non deve evacuare sul paziente, né interpretazioni affrettate e dettate dall’ansia da prestazione, colludendo magari con l’ansia del paziente, né, tanto meno, proprie angosce personali che manderebbero in angoscia chi invece ha il diritto di poter essere contenuto e ancorare in un porto tranquillo. Questo, però, non significa che non ci sia e non ci debba essere un coinvolgimento affettivo, anzi, questo è necessario, e, non significa neanche che, in certe particolari circostanze, non ci possano essere delle self desclosure, delle aperture dello psicoterapeuta al proprio paziente, anzi, direi che, a volte lo psicoterapeuta debba armarsi di coraggio ed esporsi senza nascondersi dietro un ruolo e una tecnica o una teoria che fungono da difesa rigida ed espulsiva. Ci sono molti pregiudizi e altrettanta ignoranza sul complesso mestiere della psicoterapia, ed altrettante sulla figura dello psicoterapeuta, investito da proiezioni divine o semidivine. E’ un passaggio obbligato ed indispensabile per i pazienti, anzi utile, all’inizio, ma, sappiamo bene che gli idoli prima o poi devono cadere se vogliamo crescere e diventare autonomi e responsabili della nostra esistenza e non dipendere, nel bene e nel male da qualcun altro. Invece, chi disquisisce di psicoterapia senza conoscerla e i sputasentenze purtroppo sono molti, chi punta il dito e giudica superficialmente, dovrebbe avere l’umiltà di riconoscere i propri limiti e approfondire in maniera seria l’argomenta e confrontarsi con altri punti di vista, magari, più competente, se non fosse altro per le sofferenze e i sacrifici che vi hanno investito.

psicoterapiaRivolgo quindi un invito a tutti coloro che ne avessero bisogno di contattarmi, senza vergogna, nel rispetto della privacy e del segreto professionale, lavoreremo per affrontare i nodi da sciogliere. E’ fondamentale non perdere mai di vista se stessi mentre si lavora per aiutare l’altro, perché l’aspetto fondamentale della cura è l’equazione personale dello psicoterapeuta, al di là di ogni indirizzo teorico/clinico, e la relazione che questi instaura con il paziente e le reazioni e soluzioni chimiche che si attivano tra questi elementi in gioco.

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